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Didattica inclusiva: quali metodiche deve adottare il docente?

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La didattica inclusiva può essere definita come “la formazione di qualità per tutti”.

Si tratta di uno stile educativo che permette a tutti gli alunni, indipendentemente dal tipo di disabilità, disagi o altre problematiche, di imparare ed apprendere.

Malgrado le circostanze, la scuola italiana risulta fra le più inclusive dell’Unione Europea.

L’Italia registra, infatti, che il 99% di alunni con bisogni educativi speciali (BES) è inserito adeguatamente nel sistema educativo.

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Le 7 strategie per una didattica inclusiva

Quali metodologie deve adottare il docente per assicurare una didattica inclusiva? Vediamolo in questo articolo.

 1. Definire e applicare chiari standard minimi di comportamento

Ogni bambino di una classe dovrebbe avere ben chiaro quali sono gli standard minimi di comportamento accettabili.

Il docente deve assicurarsi di comunicare queste regole e di farle rispettare in maniera assoluta.

Alcuni esempi di regole per standard minimi di comportamento possono essere:

  • Non è consentita la violenza o l’aggressione di alcun tipo
  • Non è consentito un linguaggio volgare
  • Rispettare le cose degli altri, non romperle o prenderle senza permesso
  • Ognuno ha il diritto di esprimersi e di essere ascoltato

In caso di infrazione di queste regole “assolute” devono essere previste delle conseguenze proporzionate e applicate in modo coerente.

 

2. Creare opportunità di ascolto

Ciò è particolarmente importante quando si risolvono i conflitti all’interno di una classe.

È importante creare opportunità ogni giorno, anche durante le normali lezioni, affinché gli studenti possano essere ascoltati.

Inoltre, in caso di conflitto, è raccomandabile concedere agli studenti coinvolti il ​​tempo di spiegare dettagliatamente come credono sia avvenuto l’incidente, cosa li ha sconvolti e perché.

Questo li aiuta a impegnarsi senza ostacoli con l’apprendimento e a sentirsi inclusi in ogni situazione.

 

3. Essere consapevoli dei bisogni specifici di ogni studente

Per una classe inclusiva, non basta solo sapere quali ragazzi hanno bisogni educativi speciali più importanti, ma anche i piccoli bisogni più specifici di ognuno di essi.

Ad esempio, ci saranno casi di studenti in affido, quelli con genitori separati o in situazioni familiari difficili, quelli che provengono da classi sociali vulnerabili e altro ancora.

Sapere questo aiuterà il docente a considerare ogni aspetto della sua classe e a rendere il processo educativo davvero inclusivo.

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4. Creare un ambiente di apprendimento calmo e propositivo

Questo è un altro grande fattore che promuove l’inclusione per tutti.

Creare un ambiente calmo è difficile da padroneggiare, soprattutto in caso di studenti con particolari problematiche.

Tuttavia, il giusto atteggiamento mentale da parte del docente può trasmettere agli studenti la vicinanza emotiva di cui hanno bisogno.

Un ambiente sereno in classe aiuta gli alunni a concentrarsi, ad imparare e a percepire stimoli positivi.

 

5. Lasciare che gli studenti scelgano come mostrare ciò che hanno imparato

L’inclusione funziona trovando il modo migliore per garantire che tutti gli alunni possano accedere all’apprendimento e avere l’opportunità di ottenere risultati.

Stabilire esattamente lo stesso compito per tutti potrebbe avere l’effetto contrario, soprattutto quando si tratta di valutare l’apprendimento.

Un docente potrebbe essere tentato di valutare l’apprendimento con una prova scritta, ma alcuni ragazzi potrebbero trovarsi in difficoltà.

Ecco altri modi con cui gli studenti possono dimostrare ciò che hanno imparato:

  • Creare un poster o un’infografica
  • Realizzare una presentazione
  • Registrare un breve video informativo

Naturalmente sarà necessario fornire risorse e supporto sufficienti oltre a incoraggiare gli alunni a scegliere un modo per mostrare il loro apprendimento in base ai loro punti di forza.

 

6. Non confrontare i progressi di uno studente con un altro

Questo è forse il punto più importante per garantire un ambiente inclusivo: non confrontare gli studenti fra di loro.

L’apprendimento non è una competizione, ma un viaggio che non ha mai fine.

Per alcuni studenti in particolare, il confronto con gli altri nella loro classe può risultare duro e scoraggiante.

Un docente può cambiare il punto di vista e concentrarsi interamente sui progressi personali dello studente, chiedendo ad esempio “Puoi fare meglio dell’ultima volta?” oppure “Come mai c’è stato questo peggioramento?”.

 

7. Usare diversi formati didattici

Mentre alcuni studenti prediligono l’apprendimento visivo, altri possono cogliere meglio le informazioni quando vengono presentate attraverso un testo o pronunciate oralmente.

Questi metodi di insegnamento differenziati possono sicuramente supportare le esigenze degli studenti con bisogni speciali, ma allo stesso tempo offrono anche un’istruzione diversificata all’intera classe.

Ogni studente avrà così l’opportunità di apprendere nel modo in cui sa fare meglio.

 

Con l’aumento dei casi di studenti con bisogni educativi speciali, la didattica inclusiva è oggi una delle sfide più importanti della scuola non solo italiana, ma internazionale.

Promuovere un’educazione inclusiva significa garantire un futuro migliore alle nuove generazioni. I docenti devono essere preparati a gestire queste situazioni che diventeranno sempre più la norma.

Il “Master Docenti 4.0 – Tra innovazione, didattica e professionalità docente” di Adsum risponde a questa esigenza, fornendo una panoramica degli strumenti e delle tecniche di progettazione didattica, implementando la capacità comunicativa e la comprensione dei bisogni educativi speciali.

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I professionisti che seguiranno questo percorso di studio saranno, quindi, in grado di padroneggiare strategie, metodologie e processi per garantire una didattica inclusiva a tutti gli studenti.

 

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