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Come fermare la violenza sulle donne

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Violenza sulle donne adsum

Ogni anno, dal 1999, il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Nata per volere dell’ONU, è celebrata per ricordarci che la violenza di genere è purtroppo ancora una realtà da combattere, nonostante la strada da affrontare sia ancora lunga.

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I numeri di uno scenario drammatico

Dalle statistiche dell’UNIFEM una donna su tre nel mondo subisce violenza fisica, sessuale o psichica, per lo più da parte di un partner o di un ex-partner.

In Italia, in particolare, i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subito, durante la propria vita, una qualche forma di violenza. La violenza contro donne e ragazze è una violazione dei diritti umani e le conseguenze fisiche e mentali possono essere devastanti, nel breve e nel lungo termine, incluso portare alla morte.

La violenza influisce negativamente sul benessere generale delle donne, causando difficoltà nel partecipare alla vita sociale e complessità nel reinserirsi pienamente nella società.

Nonostante almeno 155 Paesi abbiano approvato leggi sulla violenza domestica e 140 ne abbiano sulle molestie sessuali sul posto di lavoro, rimangono molte sfide da affrontare nell’applicazione di queste leggi. Infatti, la violenza sulle donne rappresenta una voce di costo enorme per i Governi: dalla maggiore spesa nell’assistenza sanitaria, alle spese legali, fino alla perdita di produttività.

Prevenzione e impunità

Non si fa abbastanza per prevenire la violenza sulle donne e, quando si verifica, spesso rimane impunita.

Ecco tre fatti importanti sulla violenza sulle donne da considerare.

    • Ogni volta che si verifica una crisi, la violenza contro le donne e le ragazze aumenta. La crisi globale del COVID-19 è solo un esempio. In Italia, secondo i dati Istat, la pandemia ha portato ad un notevole incremento delle segnalazioni: le chiamate al 1522 (numero dedicato alla violenza sulle donne) nel 2020 sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019. È facile capire che l’aumento dei casi di violenza durante la pandemia di COVID-19 sia stato causato dal fatto che molte donne e ragazze siano state rinchiuse nelle loro case con i loro aggressori, isolate dalle reti e dai servizi di supporto.
    • Le donne e le ragazze che vivono nelle zone di guerra e nelle aree di crisi sono particolarmente a rischio, ma ancora non vengono stanziate risorse sufficienti per porre fine alla violenza contro di loro. Meno dell’1% dei finanziamenti umanitari in tutto il mondo va a programmi per prevenire e rispondere alla violenza di genere.
    • Ci sono cose tangibili che possono essere fatte per aiutare a cambiare le sorti della violenza. Ad esempio, esistono modi collaudati per rendere i campi profughi e le comunità in luoghi di conflitto e di crisi più sicuri per donne e ragazze e per fornire assistenza e sostegno alle vittime. Tuttavia, molte organizzazioni locali e soccorritori lamentano la drastica riduzione di fondi stanziati per questi servizi.

Perché avviene la violenza contro donne e ragazze?

La violenza di genere, e in particolare la violenza contro le donne, è una delle espressioni più pronunciate del rapporto di potere non equivalente tra donne e uomini. Non esiste un singolo fattore che possa spiegare la violenza di genere nelle nostre società, ma piuttosto una miriade di fattori vi contribuiscono e l’interazione di questi è alla radice del problema.

Fattori culturali

Le opinioni patriarcali e sessiste legittimano la violenza per garantire il dominio e la superiorità degli uomini. Altri fattori culturali includono stereotipi e pregiudizi di genere, aspettative di femminilità e mascolinità, socializzazione di genere e una generale accettazione della violenza come parte regolamentata dalla sfera pubblica (es. molestie alle donne) e/o come mezzo acconsentito per risolvere conflitti e affermarsi.

Fattori legali

Essere vittima di violenza è percepito in molte società come vergognoso e debole, con molte donne ancora considerate colpevoli di attrarre violenza contro se stesse attraverso il loro comportamento o la loro immagine. Ciò spiega in parte il persistere di bassi livelli di segnalazione e indagine.

Fattori economici

La mancanza di risorse economiche in genere rende le donne più vulnerabili alla violenza; crea modelli di violenza e povertà che si autoalimentano, rendendo estremamente difficile per le vittime districarsi. Quando la disoccupazione e la povertà colpiscono gli uomini, questo può anche indurli ad affermare la propria mascolinità con mezzi violenti.

 Fattori politici

La scarsa presenza delle donne al potere e in politica si traduce in minori opportunità di plasmare la discussione, di influenzare i cambiamenti nelle politiche o di adottare misure per sostenere l’uguaglianza. Il tema della violenza sulle donne è in alcuni casi ritenuto non prioritario e di conseguenza non ottiene risorse e attenzioni sufficienti.

25 novembre 2021 violenza sulle donne Lecce Adsum

Sostenere le donne con l’uguaglianza e la prevenzione

Le donne e le ragazze hanno il diritto di vivere la loro vita libere dalla violenza e, nel caso in cui siano vittime, di essere supportate psicologicamente e legalmente.

Nel proprio piccolo, ognuno di noi può fare qualcosa per contrastare questo problema molto diffuso; ad esempio:

Prendere posizione ed informare gli altri: richiamare questo problema all’attenzione delle altre persone, in particolare, se si ha la possibilità, verso coloro che sono i decisori di azioni concrete.

Partecipare: fare volontariato per le chiamate dirette di numeri di emergenza o presso i centri anti-violenza.

Formazione specifica: per chi vuole davvero lottare concretamente contro la disuguaglianza di genere e la violenza sulle donne, ci sono percorsi formativi ad hoc per acquisire le competenze che possono davvero fare la differenza in questo senso. Nello specifico, con il master in Tecniche Investigative e Criminologiche di ADSUM si ha la possibilità di armonizzare conoscenze e competenze derivanti dallo studio delle scienze criminologiche cliniche, investigative e forensi, e con il master in Tecniche della Mediazione Familiare  si acquisiscono quelle competenze professionali degli operatori giuridici e psicosociali.

Intanto, in Italia è recente la presentazione del nuovo piano 2021-23 presentato dalla Ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, ma si tratta soltanto di un documento di intenti che andrà poi declinato in azioni concrete individuando le risorse occorrenti e la relativa tempistica.

Ci vorrà ancora tempo per entrare nella operatività, frattanto cerchiamo di fare prevenzione cambiando le diseguaglianze nei rapporti di potere, le norme culturali che inducono gli uomini a perpetrare la violenza contro le donne e l’indotto sociale che la giustifica.

 

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